Il mio giorno speciale di 25 anni fa... | Roberta Turci
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Il mio giorno speciale di 25 anni fa…

Era il 26 maggio del 1997.
Una vespa è entrata dal finestrino della macchina direttamente nel mio occhio, e per lo spavento ho sterzato involontariamente e sono uscita fuori strada.
La macchina ha rotolato per un po’ nel fosso a lato.
Mentre vedevo gli alberi capovolgersi, ricordo di aver pensato: “beh prima o poi si fermerà”.
Una vera e propria “botta di culo”.
E anche se non me sono resa conto subito, oggi so che è stata davvero una fortuna…
Un incidente è sempre la rappresentazione sul piano materiale di un conflitto…
e lasciando venire alla luce il conflitto si mettono in moto energie nuove …
Le fratture multiple, l’ematoma ingessato per errore, con conseguente decubito e infezioni diffuse.
40 giorni di gesso senza che nessuno si accorgesse di quello che stava succedendo sotto.
La gastrite da FANS.
E poi, nel mese di luglio, il ricovero nel reparto maternità (…) di un altro ospedale, dove mi hanno “nascosto” per essere operata e riparare al danno fatto.
La decisione di non denunciare l’ortopedico, decisione di cui non mi sono mai pentita.
Dopo l’operazione, 3 settimane obbligata a stare a pancia in giù.
L’occlusione intestinale.
Il chirurgo plastico che un giorno arriva e mi dice che la frattura non si era calcificata e bisognava rompere l’osso per riaggiustarlo (ma non era vero, era solo incompetente in ortopedia!). L’avrei ucciso.
Mentre ero ricoverata, lì nascevano bambini.
Sognavo di tornarci per dare la vita, ma non è successo.
Intanto, senza saperlo, stavo ridando la vita a me stessa…
Nella mia stanza, si sono alternate donne che partorivano e donne che abortivano.
Qualcuno in quel periodo si sposava…
Qualcuno moriva.
La vita è questa.
Ho avuto la mia scelta: sentirmi vittima e dare la colpa alla vespa e poi al medico che ha sbagliato, pretendendo un risarcimento in denaro.
O ricordare quel periodo come una prova che la vita mi ha assegnato. E comprenderne il significato profondo.
Ancora oggi pago le conseguenze di quell’incidente: proprio in queste ultime settimane si sono riacutizzati i dolori nelle zone fratturate. Si vede che vogliono partecipare attivamente ai festeggiamenti! :-D
Ma sai cosa mi ricordo di quei mesi?
Le verdure fresche che mia mamma mi preparava ogni giorno, e mio fratello (aveva 22 anni) che mi depila la gamba ingessata dopo che era stata chiusa nel gesso per 40 giorni!
Mi ricordo la tenerezza che avevo intorno, e la gioia dei primi passi con le stampelle.
Mi ricordo il pompiere che mi ha tirato fuori dalla macchina, e che, due mesi dopo, ho rivisto nella stanza dell’ospedale dove ero ricoverata. Era lì per fare visita a una delle mamme che avevano appena partorito, e mi ha riconosciuta.
Mi ricordo che non avevo ancora capito niente di quello che so oggi, ma non mi sono mai sentita una vittima.
Forse semplicemente amavo essere coccolata: la mia bambina interiore si stava riprendendo qualcosa che sentiva di non aver mai avuto.
Forse avevo avuto bisogno di una “bella botta” per prepararmi ai passaggi successivi.
Non avevo ancora terminato la riabilitazione, quando con la mia stampella mi sono trasferita a Pavia per lavoro.
La cosa incredibile è che se penso a quei mesi, arrivano prima i ricordi belli, e poi tutta la sofferenza fisica.
Tutto accade per una ragione.
Se provi a comprenderla, dai un senso alla tua vita.
Se ti crogioli nella tragedia e cerchi un colpevole a cui farla pagare, hai perso una grande occasione.
E hai reso inutile tutta la sofferenza.
C’è una lezione dietro ogni evento, anche il più drammatico e tragico.
Abbiamo sempre una scelta: imparare oppure no.
Possiamo uscirne migliori, o aridi e incattiviti.
Intanto ringrazio di essere uscita viva da quella macchina e per tutto quello che ho imparato da quella esperienza…
Lì è cominciata una nuova fase, che mi ha portato ad avere un po’ più di consapevolezza …
E poi ne sono arrivate altre, e ognuna è stata un passo avanti verso me stessa.
E altre ce ne saranno.
Ognuno ha i suoi anniversari da celebrare.
Il mio giorno speciale è oggi, e lo onoro come il giorno in cui si incontra qualcuno di speciale e non lo si lascia più…
Roby

 

 

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