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Amare gli animali, ma di quale amore?

Chi mi conosce sa quanto amo gli animali, tutti gli animali. Sono esseri puri, in cui spesso, l’anima vibra più di quella di molti esseri umani. E in particolare gli animali che vivono al fianco dell’uomo sono specchio della nostra anima, e vengono a insegnarci molto sull’amore. Ma non riesco a capire di quale amore parlano le persone che si inteneriscono di fronte ad animali abbandonati e maltrattati, e contemporaneamente esprimono rabbia e disgusto verso altri esseri umani. Mi risponderanno che gli animali sono innocenti e indifesi, mentre gli esseri umani sono cattivi.
Gli esseri umani non sono cattivi. Hanno ferite dentro, che quasi sempre non riconoscono, non esprimono, non elaborano. E quelle ferite si manifestano come aggressività, violenza, invidia, rancore. Sono le stesse ferite che hanno dentro coloro che si dicono pronti a difendere un cucciolo abbandonato, ma si scagliano contro i politici, i ladri, gli immigrati, l’uomo che salta la fila in posta, il collega stronzo, ecc ecc.
E più non vedono le proprie ferite, e più le ferite urlano e fanno male, trasformandosi in rabbia. E più danno energia alla rabbia, e più la vita li mette in situazioni dolorose e difficili.
Forse vedono se stessi in quei poveri animali: sono loro stessi a sentirsi soli, traditi, abbandonati, trattati ingiustamente. E naturalmente si aspettano che siano gli altri a cambiare, a tributar loro il riconoscimento che considerano dovuto. Si aspettano che cambi il mondo, e non si accorgono che possono scegliere di cambiare il modo di vedere il mondo: basta cambiare il modo di vedere se stessi!
Quello che vedono i nostri occhi è sempre filtrato dalla patina che copre il nostro cuore. Più è spessa, e più vediamo il mondo sporco e buio. E nessuno può ripulire il nostro cuore. Nessuno può farlo al posto nostro.
Si ritengono persone sensibili perché amano gli animali, ma non sanno amare se stessi e la vita, e di conseguenza gli altri esseri umani. Forse non si tratta di sensibilità, ma di fragilità, di una vulnerabilità non accettata, dissimulata, proiettata senza presa di coscienza su animali indifesi. O di presunzione, di pretesa di riconoscimento, di accettazione incondizionata, cosa di cui gli animali sono capaci. Per questo è più facile amare gli animali. Loro ti accettano sempre così come sei.
Ma niente è dovuto. E le persone “cattive” che incontriamo, le situazioni ingiuste di cui a volte siamo spettatori impotenti, arrivano a insegnarci anche questo.
Noi non siamo animali abbandonati o rinchiusi, che devono sperare nel buon cuore di qualcuno che li salvi.
Noi siamo liberi di scegliere se rimanere chiusi nelle gabbie che ci siamo costruiti con le nostre paure, con le pretese, con le emozioni represse, o correre incontro alla vita e salvarci da soli.

Roberta

Pubblicato da illuminamilanima

Chimico, Counselor, Astrologa. Parola chiave: trasformazione